L’ascensore idraulico
L’ascensore idraulico, pur basandosi su principi antichi, si è diffuso in Europa a partire dagli anni ’60 ed è diventato, da allora, il più utilizzato, soprattutto in Italia.

Viene preferito in particolare in due tipi di applicazioni:
  • impianti con bassa velocità (generalmente minore di 1m/s) ed a corsa breve (generalmente inferiore a 5 piani);
  • impianti di grande portata e corsa breve (in ambito industriale).

I punti di forza di tale impianto sono:
  • la possibilità di utilizzare locali macchine posti in qualunque punto dell’edificio, purché non troppo lontani dal vano ascensore (distanza non superiore a 15m). Tale vantaggio è accentuato nella versione senza locale macchinario, in quanto gli elementi necessari al funzionamento sono racchiusi in un armadio estremamente compatto;
  • poter realizzare una testata (spazio estremo superiore del vano) più bassa;
  • ingombri del sistema di sollevamento particolarmente compatti, che consentono l'installazione dell'impianto anche nel caso di vani di ridotte dimensioni;
  • costi contenuti rispetto alle soluzioni alternative, a parità di portate/fermate.

Tale impianto è conforme alla Direttiva 95-16-CE.